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Vi segnaliamo in questo post un blog divulgativo dedicato alla matematica applicata: http://www.mathisintheair.org

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Probabilmente colto da un colpo di sole estivo, ho preso una decisione un po’ folle: mi sono messo a scrivere un manuale di Fisica per le superiori!

Per farla breve, sto trasformando il blog che avevo scritto qualche anno fa strutturando il materiale…

Sarà l’effetto della polmonite che mi blocca a casa, ma sono davvero entusiasta di come il libro sta crescendo.

Mi pare abbia un taglio molto innovativo e, per quello che ho sperimentato io, è un’impostazione molto efficace in classe.

Non si tratta solo di una serie di attività “hands on”, ma di un vero percorso basato sul metodo sperimentale, con una grande attenzione alle fasi di costruzione dei modelli e (si spera) senza buchi logici.

Mi farebbe piacere che deste un’occhiata.

Trovate il link in

sites.google.com/site/sfsarandi/libro

scrivetemi se avete difficoltà, il file cambia di continuo.

In realtà, quello che spero di trovare è qualcuno che si associ.

Il libro è infatti ad uno stadio di scaletta dettagliata, ma va ancora interamente scritto…

Una cosa super preliminare, ma già credo leggibile.

Qualcuno ha già cominciato a contribuire a sua insaputa: ho infatti rubato senza ritegno da alcuni di voi un po’ di materiale. Ditemi se ci sono problemi in merito.

Quando tutto sarà finito, ho in mente di cercare una buona collocazione editoriale… Qualcuno ha consigli in merito? Davide, tu hai pubblicato un sacco di roba, come ti sei mosso?

Critiche, anche feroci, sono le benvenute, perché è davvero difficilissimo fare un lavoro così senza riscontri.

Vita vissuta

In cerca di solidarietà e magari di qualche colpo di genio, vi racconto le mie disavventure donchisciottesche nella scuola:

Per farla breve, il mio rapporto una classe, ritenuto troppo morbido, sembra avermi attirato l’ostilità di qualche collega.  Non che io non abbia commesso i miei errori, in particolare, la prima volta che ho portato la classe in laboratorio, è sparito un mouse.
Fatto sta che la responsabile del laboratorio non gradisce che io lo utilizzi con la classe.

Così, alla prima occasione in cui rientro in laboratorio, ignorando le resistenze e le difficoltà sul cammino (sei postazioni non funzionanti, software non istallato, internet indisponibile, nessuna collaborazione, molti consigli di lasciar perdere), mi ritrovo invischiato in una situazione grottesca:

Il tecnico di laboratorio, non mi è del tutto chiaro quanto autonomamente, scrive una fantomatica lettera (che io non ho mai potuto vedere e ormai è irreperibile) in cui sembra si dica che, dopo il passaggio della classe, la carta della stampante era inceppata e il cavo stampante era fuori posto.

Tanto basta.  Forte di questa lettera, la responsabile del laboratorio, senza consultarmi, si presenta dalla preside lamentandosi della mia classe.

Forse per superficialità della preside, più probabilmente per un deliberato atto di ostilità,  la preside imputa alla classe tutti i malfunzionamenti del laboratorio, ne vieta l’utilizzo e ammonisce la classe “per lo stato in cui è stato lasciato il laboratorio, con quasi tutte le postazioni non funzionanti”.  Tutto senza consultarmi!

Io cerco di vivere tutta la supplenza come una fase di apprendimento e di sperimentazione, e sulle prime, ho cercato di essere assolutamente collaborativo e accomodante.
Superato un certo livello, la mia vena polemica, che di tanto in tanto si lasciava intravedere durante la SSIS, ha cominciato a risvegliarsi, insieme ad una certa insofferenza ai comportamenti scorretti.
Così, letto il provvedimento sul registro di classe, comincio a cercare di chiarire con la preside e capire come è nato il caso.

Dopo due ore di posta inutile, i vicepresidi si muovono a pietà e mi consigliano di scriverle per chiederle un’appuntamento.
Nella lettera puntualizzo che i computer non funzionavano già al momento del nostro ingresso, che era possibile risalire all’utilizzatore di ogni singola postazione che poteva rispondere dei danni, che avevamo controllato con il tecnico che tutto fosse funzionante prima dell’uscita.

Intanto inizio ad indagare, e sento le altre figure coinvolte, in particolare la responsabile del laboratorio che scarica candidamente tutto sulla preside.
Trascorrono 23 giorni, con altre tre ore di posta, appuntamenti saltati, preside barricata nello studio che fa finta di non esserci, ma alla fine, oggi, sono riuscito a parlarci!

Fantastico, capirà di aver frainteso e troverà il modo di recuperare!  Troppo ottimista.
All’incontro partecipa anche la responsabile del laboratorio, e capisco solo allora che la superficialità della preside è solo una parte della questione.

Sotto l’aspetto del diritto, secondo me la cosa è più o meno così:

1) non c’è il reato: non si può e non si vuole sapere cosa si addebita alla classe (carta inceppata e fili staccati a parte)

2) non ci sono le prove:  anche su questi addebiti, ci sono molti dubbi che siano riusciti ad utilizzare la stampante accanto senza che io mi accorgessi della cosa (ma sembra che le mie osservazioni siano secondarie).

3) la sanzione non è individuale: non si vuole individuare l’eventuale colpevole

4) il motivo della sanzione è viziato:  ci sono le prove (lettera protocollata che il giorno prima del nostro utilizzo del laboratorio sei computer e innumerevoli altre cose non funzionavano)

Se la preside avesse comminato a me la sanzione, con questi elementi l’avrei fatta a pezzi.

Ma la sanzione l’ha presa la classe, e non mi è affatto chiaro se loro abbiano qualche tutela.

L’unica cosa che sono riuscito a pensare io, è di chiedere che il consiglio di classe faccia richiesta alla preside che in futuro, prima di comminare sanzioni disciplinari alla classe, il docente responsabile venga almeno ascoltato.

Che ne dite?

P.S. altre due cosucce, giusto per chiarire che non sono del tutto paranoico:  prima ancora che finisse l’ora, all’uscita dal laboratorio incontro il vicepreside, che mi dice: “voglio che tu sappia che apprezziamo molto gli sforzi che stai facendo, che hai tutto il nostro appoggio”.  Due giorni dopo mi dice che si riferiva proprio a questo episodio, che però ancora non era successo!
Nella classe non ero solo, le ore in questione sono in copresenza con un collega che non vuole prendersi la responsabilità di portare la classe in laboratorio.  Lui sì, è stato consultato; e ha fatto scaricabarile.

Vorrei impostare un percorso didattico di fisica su base sperimentale, per un istituto professionale.

ho tre prime e una seconda professionale, rispettivamente ad indirizzo commerciale e termoidraulico, cui devo fare due e tre ore a settimana di fisica.

nella seconda hanno fatto fisica anche l’anno scorso, ma con risultato zero, per cui non mi posso agganciare a concetti di fisica1 quali ad esempio l’energia.

mi piacerebbe però parlargli di termodinamica, che magari gli servirà nella vita professionale… qualcuno di voi ha idea se il percorso della “fisica di karlsruhe sia proponibile a classi di livello “non eccelso”?

io ho deciso di buttarla interamente sul laboratorio, ma puntando su esperimenti quantitativi, tipo fisichetta per intenderci.

non mi importa tanto di coprire tutto lo scibile quanto lasciargli una impronta metodologica.

per adesso sto lavorando sulla rappresentazione grafica dei dati e degli errori di misura, e sul riconoscere leggi lineari (percorso comune alle prime classi che seguo in parallelo).

per ora abbiamo rappresentato la lunghezza dell’avambraccio in funzione dell’altezza e poi la circonferenza cranica in funzione del diametro della testa degli studenti: due leggi approssimativamente lineari che possono essere disprovate aumentando la precisione delle misure (per presentare il metodo scientifico nella pratica).
nel secondo caso, confronteremo il coefficiente angolare della legge lineare con pi greco per vedere se abbiano la testa a pera o meno.

il secondo passo sarà occuparci di fenomeni fisici che vogliamo scoprire

leggi lineari in termodinamica spuntano un po’ ovunque, ma ho bisogno di organizzare un percorso ragionevolmente significativo dal punto di vista della didattica della materia.

cercando sul web, ho trovato parecchi esperimenti di termodinamica, ma con una netta prevalenza di esperimenti qualitativi o troppo delicati per lasciarli gestire a ragazzi vivaci.

se avete esperienze o idee, fatemele sapere.  la scuola ha anche un laboratorio di fisica, che ancora non ho avuto modo di vedere, e un’aula computer.

penso che metterò in rete un diario di questa esperienza (magari gestito dagli studenti), quindi se qualcuno di voi è interessato potrà seguire gli sviluppi

Ogni anno arriva il giorno dello scritto di matematica.

Come avete trovato i problemi ed i quesiti della prova dello scientifico di quest’anno?

Troppo difficile/facile? Affrontabile da una classe di livello medio/basso?  Poco chiaro il testo?

Inseriamo questo post per dare uno spazio ai commenti sulla prova di maturità guardandola dal punto di vista degli insegnanti.

Raccontate qui la vostra esperienza.

Com’è stato l’impatto con l’insegnamento?  Ve lo aspettavate diverso?

Cosa vi ha sorpreso, in positivo o in negativo?

Storie e bilanci di fine dell’anno per allietare l’estate.

Inseriamo una nuova tematica su cui riflettere nel blog:
Racconta le tue esperienze di percorsi scolastici fatti in collaborazione con docenti di altre discipline (per esempio: matematica/fisica-biologia/chimica, matematica/fisica-letteratura, matematica/fisica-filosofia/storia)

Secondo voi è vero che noi insegnanti di matematica e fisica, in sostanza, ci comportiamo come se fossimo “un mondo a parte”?  Se sì, questo capita perché la cultura umanistica è vista come separata da quella scientifica o perché, sotto sotto, ai docenti di matematica e fisica “conviene” non mettersi in gioco nel confronto con altre discipline?

(Se questo post aprirà un dibattito potrebbe essere interessante, in un secondo momento, raccogliere le riflessioni nel nostro wiki: http://fismat.wikidot.com/ )