Inseriamo una nuova tematica su cui riflettere nel blog:
Racconta le tue esperienze di percorsi scolastici fatti in collaborazione con docenti di altre discipline (per esempio: matematica/fisica-biologia/chimica, matematica/fisica-letteratura, matematica/fisica-filosofia/storia)
Secondo voi è vero che noi insegnanti di matematica e fisica, in sostanza, ci comportiamo come se fossimo “un mondo a parte”? Se sì, questo capita perché la cultura umanistica è vista come separata da quella scientifica o perché, sotto sotto, ai docenti di matematica e fisica “conviene” non mettersi in gioco nel confronto con altre discipline?
(Se questo post aprirà un dibattito potrebbe essere interessante, in un secondo momento, raccogliere le riflessioni nel nostro wiki: http://fismat.wikidot.com/ )
La mia esperienza è la seguente:
ho provato più volte a collaborare con alcuni docenti di area umanistica ma il risultato è stato non eccellente.
Un primo tentativo l’ho fatto in un quarto ginnasio proponendo la letture delle prime pagine degli “Elementi di Euclide”.
Il problema, dal punto di vista dell’insegnante di greco, è che quando lo dovrebbe leggere in quarto non si hanno ancora buone conoscenze di greco.
Io ho cercato di posticipare il più possibile la lettura del testo cercando di evidenziare:
- la differenza di esposizione del testo
- i problemi di traduzione
- il significato delle parole
- un approccio un minimo storico
Ovviamente senza fare grandi cose.. tutto fatto in maniera molto semplice in un paio di lezioni.
La collega di greco però non ha accolto molto favorevolmente l’idea… magari avrei dovuto proporla diversamente.
Un secondo tentativo l’ho fatto con una collega di Italiano in terzo scientifico proponendo la lettura del testo “Racconti Matematici” edito da Einaudi.
Qui è andata un po’ meglio..il testo è stata proposta insieme una selezione dei racconti e poi una verifica.
Putroppo però alla fine solo io come matematica (che mi ero pure impiccato a trovare delle domande un minimo matematiche) ho valutato la verifica…..
Devo dire però che mostrare di fronte agli studenti questi collegamenti con altre discipline un poco li spiazza ed è formativo perchè altrimenti la matematica e la fisica vengono percepiti come mondi a sè (da studenti e colleghi )
Voi avete qualche altra esperienza da proporre?
Davide
Io non ho nessuna esperenza, e non so nulla di greco, ma volevo farti due domande:
1) Hai provato a fare anche un collegamento con storia? Se non sbaglio gli elementi è un libro di epoca ellenistica scritto forse ad Alessandria.
2) Non è che il poco entusiasmo della prof di greco deriva anche dal linguaggio non completamente classico?
E’ abbastanza facile comunque che la prof di greco abbia soggezione del contenuto matematico.
Forse per motivare lei e gli studenti puoi sottolineare che gli elementi sono di gran lunga il libro didattico più utilizzato nella storia dell’umanità…
Voi tutt* conoscerete “Flatland” di Edwin Abbott.
Molt* saranno a conoscenza anche dei 2 film di animazione ispirati al romanzo. Sono entrambi del 2007, americani, e realizzati con finalità didattiche.
Nell’introdurre la geometria euclidea, dopo aver almeno raccontato il plot di Flatland e dedicato un po’ di tempo al vocabolario, si potrebbe costruire un percorso interdisciplinare matematica-inglese.
Le due versioni si chiamano:
1. “Flatland – the film” – durata 1:32, realizzata da semi-professionisti, ben realizzato graficamente, alterna immagini a scritte che aiutano a seguire la trama, ma è un po’ lungo. Inoltre rivisita Flatland con alcune scelte di sceneggiatura discutibili e non prende accorgimenti per eliminare le critiche sessite fatte al libro di Abbot (che era un frate).
2. “Flatland – the movie” – durata 34 minuti, produzione hollywoodiana, cast del doppiaggio stellare e, soprattutto, le donne non sono rette acuminate e pericolose.
Il primo è facilmente scaricabile su rapidshare in 8 parti in formato .rar.
Il link è:
http://www.sinlesslinks.com/Movies/flatland-2007-dvdrip-xvid-cg/
Il secondo ANCORA non l’ho trovato in p2p gratuito e senza iscrizioni, ma vi segnalo il sito ufficiale dal quale, eventualmente, si può acquistare a 10$ in formato digitale… (blah).
http://www.flatlandthemovie.com/
Federico
Quella di usare Flatlandia per fare un percorso interdisciplinare matematica-inglese lo trovo una idea interessante….
Io l’ho fatto leggere una volta ad una classe del biennio scientifico.
Come stimi tu la difficoltà dell’inglese. Per il biennio potrebbe andare bene o è troppo difficile?
Forse meglio per il triennio?
Oppure si potrebbero proporre degli estratti in inglese e farlo leggere tutto in italiano.
Certamente serve una breve introduzione “terminologica”
Voi che ne dite?
carissimi,
in quest’ultimo mese, finalmente impegnato nella mia agognata supplenza, mi sono trovato a dover preparare alcune lezioni di elettromagnetismo.
cosa complicata, perché erano 24 anni che non mi imbattevo più in un campo magnetico.
ho tentato di colmare la mia abissale ignoranza curiosando sul web, e ho trovato queste videolezioni straordinarie.
si tratta di un corso di fisica 2 del mit, con prerequisiti minimi di matematica e tenuto da uno showman ineguagliabile, con una quantità di dimostrazioni
sperimentali in aula.
il lato negativo è che sono in inglese (ma esistono versioni doppiate in giapponese o in spagnolo, mi pare). è comunque un inglese molto facile da capire ed è fornita la trascrizione quando non i sottotitoli.
per chi di voi era alla ricerca di materiale interdisciplinare, perché non pensare ad un lavoro di doppiaggio?
il materiale è distribuito con licenza creative commons, quindi si possono integrare o sostituire le parti con troppa matematica.
Dunque, ne ho parlato ieri all’incontro di FISMAT. Ma lo condivido qui nel blog con tutti.
Nella scuola dove insegno abbiamo organizzato dei seminari pomeridiani dal tema “La teoria Darwiniana sviluppi e limiti”.
E’ stato sicuramente una esperienza interessante perchè abbiamo lavorato docenti di diverse aree: scienza, matematica-fisica-filosofia-religione.
Gli incontri sono stati 4 di due ore ed erano rivolti a tutto il triennio scientifico e classico.
Alla fine c’è stato un quinto incontro finale in cui i ragazzi hanno relazionato sulle diverse tematiche affrontante nei gruppi di lavoro. Sempre quel giorno un biologo ed un filosofo hanno affrontato il tema della teoria darwiniana partendo dalle loro rispettive posizioni.
Dal punto di vista della matematica, io ho sviluppato con gli studenti il tema della “teoria evoluzionistica dei giochi” in maniera molto semplice.
Dopo aver fatto una introduzione sulla teoria dei giochi, ho sviluppato alcuni dei concetti introduttivi così come spiegati in un testo di Maynard-Smith (presente nel testo “Equilibrio perfetto. Le grandi equazioni della scienza moderna”).
In particola ho introdotto il concetto di matrice dei compensi, fitness, strategia evoluzionistica stabile.
Gli studenti hanno utilizzando un programma (CoopSim) che li aiutava a fare delle simulazioni dei diversi possibili comportamenti che si possono modellizzare (nella loro forma più semplice come per esempio: falco, colomba, ritorsore)
L’esperienza è stata significativa soprattutto per il confronto/scontro con i colleghi di area umanistica.
Io non ho potuto realizzare un vero e proprio percorso interdisciplinare, tuttavia ho chiesto ai ragazzi (su base volontaria) di preparare alcune brevi lezioni su temi non strettamente curriculari. Ne sono venute fuori due in particolare: una sugli specchi parabolici con riferimenti storici ad Archimede e cenni sugli usi tecnologici e la seconda sull’ellisse con riferimenti alle leggi di Keplero, alla filosofia del periodo ed all’architettura con il colonnato di Bernini.
La cosa più bella è stata che i ragazzi hanno preparato tutto da soli, utilizzando anche modellini di carta pesta. Mi sono limitata a dare qualche indicazione generale e li ho lasciati liberi: avevo una classe attenta come non li ho mai visti.
Cari tutti,
da lontano si vedono meglio le cose. Il sito che sta mettendo su Alvise è MERAVIGLIOSO (c’è anche un giovane astronomo con la mamma: ma chi sarà ?)
Quando organizzate qualche cosa, magari ditemelo con anticipo, che se posso scendo.
Avrei già moltissimo da dire sulla fisica di Karlsruhe, e della potenza del suo metodo…
A presto,
Ciao