In cerca di solidarietà e magari di qualche colpo di genio, vi racconto le mie disavventure donchisciottesche nella scuola:
Per farla breve, il mio rapporto una classe, ritenuto troppo morbido, sembra avermi attirato l’ostilità di qualche collega. Non che io non abbia commesso i miei errori, in particolare, la prima volta che ho portato la classe in laboratorio, è sparito un mouse.
Fatto sta che la responsabile del laboratorio non gradisce che io lo utilizzi con la classe.
Così, alla prima occasione in cui rientro in laboratorio, ignorando le resistenze e le difficoltà sul cammino (sei postazioni non funzionanti, software non istallato, internet indisponibile, nessuna collaborazione, molti consigli di lasciar perdere), mi ritrovo invischiato in una situazione grottesca:
Il tecnico di laboratorio, non mi è del tutto chiaro quanto autonomamente, scrive una fantomatica lettera (che io non ho mai potuto vedere e ormai è irreperibile) in cui sembra si dica che, dopo il passaggio della classe, la carta della stampante era inceppata e il cavo stampante era fuori posto.
Tanto basta. Forte di questa lettera, la responsabile del laboratorio, senza consultarmi, si presenta dalla preside lamentandosi della mia classe.
Forse per superficialità della preside, più probabilmente per un deliberato atto di ostilità, la preside imputa alla classe tutti i malfunzionamenti del laboratorio, ne vieta l’utilizzo e ammonisce la classe “per lo stato in cui è stato lasciato il laboratorio, con quasi tutte le postazioni non funzionanti”. Tutto senza consultarmi!
Io cerco di vivere tutta la supplenza come una fase di apprendimento e di sperimentazione, e sulle prime, ho cercato di essere assolutamente collaborativo e accomodante.
Superato un certo livello, la mia vena polemica, che di tanto in tanto si lasciava intravedere durante la SSIS, ha cominciato a risvegliarsi, insieme ad una certa insofferenza ai comportamenti scorretti.
Così, letto il provvedimento sul registro di classe, comincio a cercare di chiarire con la preside e capire come è nato il caso.
Dopo due ore di posta inutile, i vicepresidi si muovono a pietà e mi consigliano di scriverle per chiederle un’appuntamento.
Nella lettera puntualizzo che i computer non funzionavano già al momento del nostro ingresso, che era possibile risalire all’utilizzatore di ogni singola postazione che poteva rispondere dei danni, che avevamo controllato con il tecnico che tutto fosse funzionante prima dell’uscita.
Intanto inizio ad indagare, e sento le altre figure coinvolte, in particolare la responsabile del laboratorio che scarica candidamente tutto sulla preside.
Trascorrono 23 giorni, con altre tre ore di posta, appuntamenti saltati, preside barricata nello studio che fa finta di non esserci, ma alla fine, oggi, sono riuscito a parlarci!
Fantastico, capirà di aver frainteso e troverà il modo di recuperare! Troppo ottimista.
All’incontro partecipa anche la responsabile del laboratorio, e capisco solo allora che la superficialità della preside è solo una parte della questione.
Sotto l’aspetto del diritto, secondo me la cosa è più o meno così:
1) non c’è il reato: non si può e non si vuole sapere cosa si addebita alla classe (carta inceppata e fili staccati a parte)
2) non ci sono le prove: anche su questi addebiti, ci sono molti dubbi che siano riusciti ad utilizzare la stampante accanto senza che io mi accorgessi della cosa (ma sembra che le mie osservazioni siano secondarie).
3) la sanzione non è individuale: non si vuole individuare l’eventuale colpevole
4) il motivo della sanzione è viziato: ci sono le prove (lettera protocollata che il giorno prima del nostro utilizzo del laboratorio sei computer e innumerevoli altre cose non funzionavano)
Se la preside avesse comminato a me la sanzione, con questi elementi l’avrei fatta a pezzi.
Ma la sanzione l’ha presa la classe, e non mi è affatto chiaro se loro abbiano qualche tutela.
L’unica cosa che sono riuscito a pensare io, è di chiedere che il consiglio di classe faccia richiesta alla preside che in futuro, prima di comminare sanzioni disciplinari alla classe, il docente responsabile venga almeno ascoltato.
Che ne dite?
P.S. altre due cosucce, giusto per chiarire che non sono del tutto paranoico: prima ancora che finisse l’ora, all’uscita dal laboratorio incontro il vicepreside, che mi dice: “voglio che tu sappia che apprezziamo molto gli sforzi che stai facendo, che hai tutto il nostro appoggio”. Due giorni dopo mi dice che si riferiva proprio a questo episodio, che però ancora non era successo!
Nella classe non ero solo, le ore in questione sono in copresenza con un collega che non vuole prendersi la responsabilità di portare la classe in laboratorio. Lui sì, è stato consultato; e ha fatto scaricabarile.